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IRA-New Irish Republican Army: la situazione critica dell’Europa favorirà il riemergere dal passato di vecchi fenomeni d’insorgenza.

Chi si ricorda dell’IRA Irish Republican Army sembrava tutto finito, consegnato ai libri di storia quale ennesimo rigurgito d’insorgenza che tentò di sconvolgere gli equilibri europei nella seconda metà del Ventesimo secolo.

Poi, di recente, la nuova IRA rivendica 5 pacchi bomba inviati a Londra e Glasgow e l’omicidio di una giornalista dell’Irlanda del Nord uccisa da un sicario durante la rivolta.

La Nuova IRA sembra aver iniziato un percorso di antagonismo ancora agli albori in ragione della limitata capacità offensiva messa ad oggi in campo. 

Gli attentati terroristici di cui si resa responsabile dimostrano un potenziale offensivo ancora molto limitato: non auto-bomba ma bombe in auto, confezionate con materiali commerciali a dimostrare la mancanza di canali per il reperimento di esplosivi denunciando una ancora scarsa capacità relazionale.

La Nuova IRA soffre la mancanza del contesto internazionale degli anni Settanta che vedeva le formazioni insorgenti e terroristiche interloquire prescindendo dalla differenti sfumature ideologiche per concentrarsi sul pragmatismo operativo nell’agire in casa propria.

La Nuova IRA non sembra allarmare gli esperti che ne parlano come una struttura di criminalità organizzata.

La cosa ovviamente anziché tranquillizzarci ci preoccupa perché tutte le organizzazioni terroristiche internazionali, ma proprio tutte, hanno un substrato di criminalità organizzata com’è ormai, e per fortuna, riconosciuto universalmente.

Un’organizzazione criminale a connotazione eversiva che si struttura in Europa è cosa ben diversa e con valenza superiore rispetto all’agire di gruppi esterni ad essa e di qualsivoglia matrice.

L’attuale situazione sociale e politica europea, con la sua conclamata crisi, che emerge chiaramente dall’andamento oltreché economico, soprattutto sociale, rappresenta il classico, e a noi ben noto, brodo di coltura per l’acuirsi di contrapposizioni ideologiche.

Questa situazione, qualora mal gestita, determinerà, giocoforza, la nascita/rinascita di fenomeni d’insorgenza che potranno essere agevolmente sfruttati da attori esterni.

I principali attori internazionali, di media e grande potenza, in una situazione geo-politica internazionale, fluida, e con equilibri tutt’altro che stabiliti, potrebbero facilmente indursi ad alimentare e sfruttare esigenze sociali di rivolta in Europa esattamente come avvenuto nella seconda metà del Ventesimo secolo generando una nuova stagione di terrore ai propri fini di politica estera ed interna.